giovedì 22 dicembre 2011

Un sacco di...







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lunedì 3 agosto 2009

2009: Nicaragua nuevamente !

Che ci volete fare? Più di due anni senza calcare il suolo pinolero non riesco a starci!

'Sta volta in coppia con mia esposa.
L'idea è di fare un po' di sport estremi e arrampicate vulcaniche non prima, però, di aver recuperato le forze necessarie per salire su una amacha!

Hasta pronto, noi andiamo.
M&M.

lunedì 21 luglio 2008

Quest'anno... BOLIVIA

Chissà come andrà a finire... per ora siamo sul punto di partire per la Bolivia.
Destinazione: Vacas, nella provincia di Cochabamba... e poi chissà.

Se interessa, maggiori informazioni qui: http://amicidellabolivia.blogspot.com/

Hasta pronto, XyZeta M&M.

giovedì 30 agosto 2007

Trabajadores


In Nicaragua non è importante cosa tu faccia, l'importante è che tu lo faccia.
Qualunque lavoro che ti permetta di guadagnare anche solo un dollaro al giorno (18 cordoba) è un lavoro che va fatto.
E non conta nemmeno l'età che hai.

Ho visto vendere antenne TV ai semafori, coni gelato gocciolanti venduti in spiaggia, riaparare orologi per strada e portare un letto un testa.
Ogni lavoro viene fatto con dignità, come se fosse l'unica cosa veramente importante da fare in quel momento.
A patto che non capiti un gringo che ti chiede: "Desculpe, puedo tomar un foto".
Non saranno certo i 5 secondi di pausa per mettersi in posa per 'sto rompi balle a farti perdere la tua concentrazione.

Se vi va di vedere qualche Nicaraguense lavorare tra i molti che ho visto, cliccate qua.

Ciao, M.

sabato 25 agosto 2007

Puerto Sandino - Pescadores



Aggiunte un po' di foto di pescatori e di quello che gli ruota attorno al loro rientro.
Se volete vederle tutte (30) cliccate qui o sulla foto qui sopra.

A presto con nuove foto, M.

venerdì 24 agosto 2007

Las Manos

Con il bus, dall'Honduras a Nicaragua, si passa la frontiera attraversando un paesello che si chiama, chissà perchè, La Manos.
Questo nome, che non credo abbia bisogno di essere tradotto, mi ha fatto venire l'idea di immortalare con la mia macchina fotografica, le mani di alcune persone che ho avuto la fortuna di incontrare durante il viaggio.


Ho visto mani salutare, mani danzare, mani pregare, mani chiedere, mani prendere e mani dare.
Ma soprattutto ho visto mani lavorare.
In un paese che vanta il 60% di disoccupazione ognuno cerca di arrangiarsi come può.
Sempre con dignità.

Chi volesse vedere, in fotografia, le mani che ho visto anch'io lo può fare cliccando qua.


Qualcuna ho avuto il piacere di stringerla, altre solo quello di vederle muoversi.

Saluto, M.

lunedì 20 agosto 2007

Jennifer e Monosopraciglio

Tornare tra i 'civili' può sempre riservare sorprese più o meno gradite.
Più o meno... sorprendenti.
Prima di raccontare un po' di cose, vi (mi) diletto con un piccolo raccontino. Vero.

Jennifer e Monosopraciglio

Jennifer vive su di un’isola sperduta. A dir il vero non è nemmeno un’isola: a guardarla bene dall’alto è una penisola. Ma Jennifer dall’alto non l’ha mai vista. E, tra l’altro, non le cambierebbe nulla saperlo.
Suo padre si chiama Lenin. In una sola generazione le speranze che ognuno segretamente ripone nel nome dei propri figli sono diametralmente opposte.
Conosce tutto degli uccelli che poco prima del tramonto si avvicinano alla riva sotto la sua casa. O che vi si allontanano a seconda delle loro abitudini.
Sa delle Columbrine che a piccoli gruppi sfruttano l’alternarsi delle maree per trovare i molluschi migliori.
Conosce il Patochango. Di là dell’isola (penisola) c’è un albero su cui la sera se ne posano a centinaia.
Lo Zopilote: vede anche lei che non è campione di bellezza, ma già il soprannome che gli è stato affibbiato dai grandi (Limpia Mundo) le fa comprendere la sua importanza.
Di Martin Pescador ce ne sono tre: il piccolo, il medio e il grande. Basta avere pazienza per vederlo tuffarsi dal suo posatoio per tornare in superficie con un pesce in bocca. Non sbaglia un colpo. Mai.
Ci sono poi la Garza e l’Airòn Blanco. Sembrano uguali ma la prima ha i piedi gialli ed il becco nero, il secondo il contrario.
Ha anche le galline. Guai a dar loro da mangiare cose diverse dal loro becchime. Solo quello le può far crescere bene, sane ed in fretta.
Dell’isola vicina sa il nome di ogni scimmia che vi ci abita e ne conosce il carattere: c’è un maschio, Andrea, davvero aggressivo. Una volta ha persino morso un bambino.
Quello che sa te lo racconta a bassa voce per non disturbare nessuno. Umano o animale che sia. E poi sono dei segreti: a te li può dire ma è meglio che non tutti li conoscano.
Jennifer ha 9 anni. È salita su molte barche, alcune anche a motore, ma non è mai salita su un’automobile.
Potrebbe diventare la migliore etologa del mondo, ma non lo diventerà mai.

Monosopraciglio è appena sceso dall’aereo: con la sua felpa con su scritto ‘ITALIA’ a caratteri cubitali ha portato per 9 gg / 7 nn all-inclusive il suo orgoglio di Campione del Mondo fino a Playa del Carmen.
Suo padre ne ha una più grande, con una scritta ’ITALIA’ ancora più grande. Più orgoglioso ancora della sua vittoria mondiale.
È giusto che tutti sappiano!
Salta da una sedia all’altra con le sue scarpine fatte da suoi coetanei cinesi mentre suo padre invece di insegnargli qualcosa prova a vedere se quel maledetto videogioco funziona. Se qualcuno l’ha messo in quella sala d’attesa doveva anche preoccuparsi di farlo funzionare. Almeno per lui che è campione del mondo!
Ad un campione del mondo, padre o figlio, non sia mai che qualcuno si azzardi a far notare che saltare a piedi uniti sulle sedie su cui poi altri si dovranno sedere non sia molto educato.
Che ne sanno gli altri ? Hanno figli ? Se hanno figli non saranno certo bravi ma soprattutto non saranno campioni del mondo come il piccolo Monosopraciglio !
Monosopraciglio ha più o meno l’età di Jennifer. Forse anche lui è nato su un’isola. Di sicuro su una penisola.
Gli unici animali che conosce sono quelli con su scritto 'AIA'. Precotti o surgelati a seconda delle stagioni .
Assomiglia già a Beppe Bergomi: se si impegnasse, forse, potrebbe anche diventare campione del mondo. Ma che importa: lo è già!
Quando scende dall'aereo piange e si dispera. Avrà fame, sonno o male al pancino.
O forse si è solo reso conto che al massimo diventerà come suo padre.